OSMOSI INVERSA

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Molte possono essere le motivazioni che ci spingono ad acquistare un impianto ad osmosi inversa o di microfiltrazione per trattare l’acqua già potabile. Dimenticandoci dell’aspetto puramente “emotivo” e delle tecniche truffaldine utilizzate per la promozione di questi impianti, vediamo quali sono i reali vantaggi di questa scelta.

Innanzitutto, il principio stesso dell’osmosi inversa, ci porterebbe ad immaginarne l’uso anche per acqua non potabile. In effetti l’osmosi inversa è di per sé un ottimo sistema di filtrazione, ma, normative a parte, gli impianti ed i “consumabili” (cartucce, membrane, etc.) sono progettati e dimensionati per affinare un’acqua già idonea al consumo umano.

 

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Osmosi inversa

 Qual è quindi la sua funzione in questo ambito?

Quando parliamo di affinamento intendiamo non solo “correggere” il gusto attraverso un adeguata pre-filtrazione ad ad assorbimento mirata ad abbattere, ad esempio, i residui del cloro utilizzato dall’acquedotto per disinfettare l’acqua, quanto anche ad abbattere la concentrazione di tutte quelle sostanze nocive che, in quanto al di sotto della soglia di legge, hanno la possibilità di raggiungere il nostro rubinetto di casa.

L’impianto ad osmosi inversa è infatti in grado di trattenere tutte le particelle dal diametro superiore a 0,0005 micron, producendo acqua microbiologicamente pura e fondamentalmente priva di residui pericolosi o nocivi qualora venga correttamente gestito e/o manutenuto.

E’ infatti consigliabile sostituire i filtri a cadenza semestrale o annuale a seconda delle caratteristiche dell’acqua da trattare.

Qualcuno potrebbe pensare, giustamente, che l’acqua osmotizzata, privata quindi dei sali in essa disciolti prima del trattamento, sia un’acqua sì pura ma poco nutriente. Nulla di più vero! Un paio di considerazioni vanno però effettuate a proposito:

la prima è che la quantità di sali assimilabili dall’organismo attraverso l’acqua che si beve è trascurabile se paragonata alla quantità di sostanze che l’organismo assimila attraverso gli alimenti;

la seconda è che l’acqua è il più diffuso solvente/diluente presente in natura e pertanto quanto più è privo di sostanze disciolte tanto più facilmente sarà in grado di depurare l’organismo.

In ultima analisi va considerato che gli impianti domestici, se conformi alle normative vigenti, sono dotati di una particolare valvola di miscelazione che serve a parzializzare la quantità di acqua osmotizzata erogata al rubinetto in modo da poterla utilizzare con la quantità di sali residui desiderata.

A ognuno quindi la scelta di decidere se e quanto rischiare di assimilare sostanze nocive per quanto in concentrazioni ammesse dalle normative, piuttosto che rischiare la “denutrizione” derivante dalla mancata assimilazione dei sali disciolti nell’acqua.

A tal riguardo il mercato mette a disposizione una tale varietà di soluzioni da soddisfare buona parte delle esigenze.

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