Una famiglia che dice addio alle bottiglie di plastica

Pubblicato il Pubblicato in Alimentazione, Depurazione acqua

Oggi volevo mettere in risalto una chiaccherata fatta con un collega su un fatto che è successo ad una sua cliente e che gentilmente mi ha raccontato e dal quale ho preso spunto per postare questo articolo.

 

Situazione questa che descrivo, ormai quotidiana per moltissime famiglie, le quali si trovano a trovare delle soluzioni per risparmiare sui costi dei beni di prima necessità come l’acqua, a trovare soluzioni logistiche per economizzare lo stock della plastica in casa, a migliorare il proprio stile di vita non portandosi, per chi abita in condominio per esempio, enormi quantità di cartoni d’acqua o pacchi di bottiglie di plastica, ed infine ma non per ultimo, la scocciatura di fare la raccolta differenziata, ed in questo caso particolare, differenziando la plastica (bottiglie), con la rottura poi di portare giù nell’androne di ingresso il rifiuto differenziato.

 

E chi lo fa questo lavoro di solito? Il marito, che magari, giust’appunto, si accinge a gustarsi la partita di coppa del mercoledì (non sia mai…). Insomma proprio una bella seccatura.

 

Ecco la testimonianza di una signora, insegnante e mamma di due bambini.

 

Ho sempre bevuto acqua in bottiglia, rigorosamente gasata e, sinceramente, solo di recente, svuotando i molteplici sacchi di plastica della raccolta differenziata, mi sono posta il dubbio su quanto giusto possa essere stato il mio atteggiamento fino ad ora.

 

Per me, il fatto che fosse in bottiglia, commercializzata e “microbiologicamente testata” era sufficiente evidenza del fatto che l’acqua che stavo bevendo e che facevo bere alla mia famiglia era buona. Al di fuori di questo non vedevo altri problemi.

 

Mio marito, invece, è uno che crede ben poco a quello che le grandi aziende raccontano sulle loro etichette, e da anni predica che dobbiamo a tutti costi ridurre i rifiuti casalinghi perché diventeranno un problema irrimediabile. Una visione piuttosto apocalittica del futuro. Ma non ho mai dato molto peso a questa continua lamentela.

 

Recentemente però mi ha parlato di questo sistema di depurazione acqua che si monta sotto il lavello della cucina utilizzando un apposito rubinetto, ed il binomio “acqua buona-meno rifiuti”, improvvisamente colpirono la mia immaginazione.

 

L’unica perplessità era convincere i bambini che non avremmo più utilizzato acqua gasata in bottiglia da mettere in tavola, e quindi escogitammo insieme uno stratagemma di questo tipo.

 

Mio marito torna a casa con l’impianto di depurazione appena acquistato, in attesa che il tecnico venisse ad installarlo, evangelizzando il fatto che avremmo avuto acqua fresca e buona da un rubinetto dedicato allo scopo. Quindi non acqua dal rubinetto, bensì una “fontanella di acqua potabile”.

 

Il giorno dopo appuntamento con il tecnico per l’installazione, d’accordo per il pomeriggio quando ci fossero anche i bambini. A quel punto, tirati fuori gli arnesi del mestiere, stese il tutto sul pavimento di fronte al lavello, si comincia ad assegnare i compiti ai bambini, spiegando che essendo un lavoro da svolgere sotto il lavello, ha bisogno di due fedeli assistenti che possano passargli gli attrezzi al momento giusto perché il lavoro riesca a regola d’arte.

 

Questo semplice fatto scatena entusiasmo ed eccittazione tra i bambini… ed una voglia di assaggiare il risultato del lavoro e grati della responsabilità che gli era stata assegnata.

 

Nel frattempo giunge l’ora della colazione del giorno dopo, preparata con il thè utilizzando l’acqua della fontanella, l’acqua “che fa bene…”, e al risveglio, le prime parole di entrambi i bambini sono: “è pronta la fontanella?”

 

Acqua depurata

Si procede quindi alla degustazione del thè, facciamo anche la prova del “prima e dopo”, con un bicchiere di acqua del rubinetto ed uno della fontanella dell’acqua. Obiettivamente, la differenza è marcata, la totale assenza di odore di cloro, il sapore neutro, è tutta un’altra acqua. Per i bambini, chiaramente è ancora più evidente la differenza, al punto che l’acqua della fontanella diventa oggetto di desiderio.

Da quel giorno, l’acqua della “fontanella” è l’acqua da bere e l’acqua per cucinare in casa nostra e, a conti fatti naturalmente, un piccolo investimento per noi, per il nostro portafoglio e per l’ambiente.

 

Tutto sommato, da chi ha sempre e solo assaggiato l’acqua di bottiglia, l’acqua così filtrata è ancora più buona al palato, eppoi per quel poco che io ne possa sapere sugli effetti di alcuni sali, veleni e cloro, sicuramente costituisce una formula vincente per la nostra salute.

 

Ed ancora, vuoi mettere il piacere di mettere in tavola una bella caraffa di vetro al posto di una bottiglia scricchiolante di plastica, non è da trascurare nella lista dei punti a vantaggio di questo modo di bere acqua.

 

E per concludere, capendo l’importanza dell’idratazione continua, devo dire che viene molto più naturale riempirsi il bicchiere o la caraffa di vetro al lavandino della cucina, facendo così un consumo più regolare della stessa.

 

Questo racconto ci permette ultriormente di capire, che la depurazione acqua per uso domestico è ormai una realtà consolidata, collaudata, efficiente, economicamente sostenibile e alla portata di tutti.

 

Nell’articolo che trovi qui sotto, approffondisco meglio il concetto dell’affinamento dell’acqua con l’osmosi inversa:

http://acquaserviceblog.it/2016/02/14/osmosi-inversa/

 

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